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NEWS
10-03-2011 TUTTE LE NEWS
Vogliamo il sole, non chiediamo la luna
Questo slogan, che svettava su una platea gremitissima, riassume i sentimenti che hanno accomunato quanti – imprenditori, operatori, esponenti del mondo politico, lavoratori, semplici cittadini e studenti - si sono dati appuntamento oggi al Teatro Quirino di Roma
 
Ansia, angoscia, rabbia, ma anche un grande desiderio di autodeterminazione e di libertà di credere a un modello di sviluppo radicalmente opposto a quello che ha dominato finora nel nostro paese. Tante le storie che si sono intrecciate oggi all’incontro indetto dalle associazioni del mondo delle rinnovabili per discutere degli effetti del dlgs recante attuazione della direttiva 2009/28/ sulla promozione dell’uso dell’energia pulita, ribattezzato 'ammazza rinnovabili': c’è quella dell’imprenditore che vede andare in fumo i propri progetti insieme a milioni di investimenti ed è costretto a licenziare i propri dipendenti e collaboratori, quella delle banche che hanno già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti, ma soprattutto c’è quella del lavoratore che ha percorso centinaia di chilometri per far sentire la propria voce e il proprio sgomento: gli hanno detto di credere nella ‘green economy’ per il suo futuro e, invece, il suo futuro viene spazzato via da un decreto approvato con indifferenza. Ma ci sono anche le storie delle migliaia di cittadini, che non hanno trovato posto all’interno del teatro, che rischiano di soffocare, come troppo spesso accade nel nostro paese, nel silenzio. “Abbiamo viaggiato per ore per essere qui, per chiedere la sicurezza del lavoro, del futuro, il diritto a sperare”, si sente ripetere con insistenza. Eppure alla rabbia, si può rispondere con la forza dei numeri: quello innanzitutto dei 120.000 occupati che rischiano il proprio posto di lavoro. Ma anche quello, ad esempio, dei 170.000 che grazie al proprio impianto fotovoltaico non dovranno pagare più la bolletta. Numeri che parlano di una grande prese di coscienza e che possono fare paura a un Governo abituato a considerare la gente solo come corpo elettorale. Numeri, però, che possono diventare l'ennesimo simbolo di un Paese inconcluso, incapace di mettere a frutto fino in fondo il proprio potenziale. Di fronte ai quali le stesse associazioni...

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