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NEWS
29-08-2007 TUTTE LE NEWS
Aziende italiane pagano l’elettricità più cara d’UE
L’Ufficio Studi di Confartigianato pubblica dati inequivocabili relativi alla disparità del costo dell’energia elettrica in Europa.
 
Dal rapporto risulta che solo nel 2006 le imprese italiane hanno speso quasi 6 miliardi di euro in più rispetto alle omologhe europee. Ciò significa che in un anno la differenza è aumentata del 57,8% (da 3.744 milioni nel 2005 ai 5.925 milioni dello scorso anno) e che oggi in Italia la bolletta elettrica costa 52,6% in più rispetto alla media europea. Mediamente ogni impresa italiana ha pagato di bolletta elettrica 5.932 euro in più rispetto ad un’azienda europea. Suddividendo lo stivale in zone si notano differenze di costi piuttosto marcate: 7.919 euro l’anno è l’extra costo sborsato da un’impresa del Nord Ovest, 6.578 euro dalle aziende del Nord Est, più 5.157 euro ogni anno per le attività produttive del Mezzogiorno e, infine, 4.046 euro/anno in più nelle regioni del Centro. Le regioni più tartassate risultano, nell’ordine, Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Leggendo gli stessi dati suddivisi per provincia, le tre più colpite dai conti supersalati sono Brescia, Milano e Torino. “6 miliardi l’anno”, è il commento di Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato, “rappresentano un intollerabile gap di competitività per le nostre aziende, soprattutto per quelle di piccole dimensioni. I maggiori costi dell’energia elettrica sopportati dalle PMI dipendono, oltre che dai ritardi nella liberalizzazione del mercato, anche da un sistema di tassazione dell’energia sperequato tra piccole e grandi imprese. Come se non bastasse, nella bolletta dei piccoli imprenditori si scaricano anche gli oneri generali di sistema che comprendono alcuni ‘sconti’ e vantaggi accumulati dai grandi consumatori di energia”. Alle aziende non resta che contare sulla liberalizzazione del mercato elettrico, avviata ufficialmente dal 1 luglio scorso. La stessa Confartigianato si è dichiarata già “pronta per accompagnare le piccole imprese e per consentire loro di coglierne le migliori opportunità in termini di riduzione dei costi dell’approvvigionamento di energia”.

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