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L'idrogeno e le celle a combustione
L’idrogeno fu individuato come sostanza distinta nel 1776 da Henry Cavendish (chimico e fisico scozzese: 1731–1810) che lo chiamò “aria infiammabile” grazie alla sua alta infiammabilità.
Il nome idrogeno però lo si deve ad Antoine Lavoisier (chimico francese: 1743–1794) che unì le parole “hydro: acqua” e “genes: generare”.

L'idrogeno è un gas che a pressione atmosferica e a temperatura ambiente (298K) è incolore, inodore, insapore, altamente infiammabile e leggerissimo (peso atomico 1).
L'idrogeno è l'elemento più leggero e più abbondante di tutto l'universo. È presente nell'acqua e in tutti i composti organici e organismi viventi. Le stelle sono principalmente composte di idrogeno nello stato di plasma.


Estrazione di idrogeno e ossigeno con Idrolisi

La produzione e l’immagazzinamento dell’idrogeno
L’idrogeno è il combustibile per eccellenza, infatti lo scarto della sua combustione non è altro che vapore acqueo, questo significa quindi massima sostenibilità ambientale e possibile soluzione dei problemi legati all’inquinamento atmosferico del nostro pianeta se sostituito ai combustibili fossili.
L’idrogeno purtroppo non è reperibile allo stato libero, tuttavia può essere prodotto in svariati modi: dalle bio-masse per massificazione, dai rifiuti con processi foto-elettrochimici, da alghe attraverso reazioni foto-biologiche ma soprattutto tramite il processo di elettrolisi dall’acqua.
E’ proprio questa ultima tecnica di estrazione dell’idrogeno che lo rende molto interessante, applicato alle fonti energetiche rinnovabili.
Infatti se si pensa all’estrazione dell’idrogeno in maniera industriale dagli idrocarburi (sistema di produzione attualmente più utilizzato) si avvalla quanto affermato da molti sulla “poco realistica” sostenibilità ambientale dell’idrogeno, visto che per ogni atomo di carbonio presente negli idrocarburi utilizzati nei processi di “reforming”, si produce una molecola di anidride carbonica.
Come sappiamo, l'anidride carbonica è il principale dei gas cosiddetti “serra” i quali contribuiscono al riscaldamento del nostro pianeta, con gravi e ancora non del tutto prevedibili conseguenze sul clima.
In effetti, la quantità di anidride carbonica ottenuta producendo idrogeno per “reforming” è la stessa che si produrrebbe se il metano o il petrolio utilizzati fossero bruciati direttamente in una centrale elettrica.

Ma la situazione cambia se l’idrogeno viene prodotto per elettrolisi dell’acqua usando energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici o generatori eolici, da fonti rinnovabili quindi e ritrasformato in energia elettrica usando apparati come le CELLE A COMBUSTIBILE (fuel cell).
Inoltre il processo di elettrolisi produce, come scarto eccellente, anche ossigeno che può essere recuperato per altri scopi non meno importanti, aumentando il rendimento del sistema.

 
 
 
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